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Il recupero crediti di Carlo Pandolfini

  

La materia del recupero crediti richiede, da parte dell'operatore bancario, un'attenta valutazione degli strumenti a disposizione, un'accurata organizzazione e un'adeguata conoscenza degli istituti giuridici che regolano le varie fasi della patologia del credito.

Nell'ambito dell'attività di monitoring delle controparti affidate la gestione preventiva delle situazioni di difficoltà finanziarie della clientela affidata riveste un ruolo cruciale per il gestore aziende.

Oggi tutte le Banche sono dotate di sistemi informativi che permettono una rapida acquisizione di informazioni sui debitori evidenziando eventuali pregiudizievoli alla prosecuzione del rapporto:

  • le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, con sede in ogni capoluogo di provincia, presso cui è istituito il Registro delle Imprese e l'Elenco dei protesti;
  • il Cerved, che fornisce informazioni utili per la valutazione del rischio di un'impresa;
  • la Centrale Bilanci;
  • la Centrale Rischi;
  • i Registri immobiliari.

Purtroppo, quando arriva una segnalazione di riferimento a contenzioso da parte del sistema bancario o quando il nostro sistema informativo ci informa del protesto di un assegno del cliente affidato siamo ormai arrivati ad uno stato avanzato di inadempienza, probabilmente la nostra attività non potrà che essere quella di incagliare la posizione per poi riferirla al contenzioso.....

Il gestore Small Business deve invece cogliere i primi segnali di difficoltà dell'azienda affidata:

  • la continua relazione ed il continuo scambio di informazioni con gli uffici amministrativi/contabili dell'azienda permettono l'individuazione di situazioni anomale; ad esempio: i dipendenti evidenziano un malessere con il datore di lavore o si lamentano perché il pagamento dello stipendio arriva in ritardo;
  • la gestione degli sconfinamenti: continui utilizzi oltre fido e scoperto di conto corrente pienamente e continuamente utilizzato devono rappresentare un campanello d'allarme;
  • richieste di benefondi da parte di altri istituti;
  • richiesta di ulteriore credito non doverosamente giustificato da nuovi investimenti;
  • ...

 

Cosa fare al verificarsi di un evento "critico": agire subito.


In questi casi non c'è tempo da perdere, se abbiamo dei dubbi sulla gestione aziendale convochiamo quanto prima il titolare dell'azienda per verificare l'andamento economico e finanziario della società cercando di capire e valutare eventuali patologie.

Facciamo una revisione della pratica chiarendo al cliente che i fidi devono essere, secondo la prassi bancaria, nuovamente deliberati.

Facciamo domande: il finanziatore ha tutto il diritto di conoscere le strategie aziendali, l'andamento dei ricavi e i rapporti con le altre banche.
Se salta una rata di finanziamento a medio lungo termine dobbiamo subito contattare il cliente: recuperare una rata potrebbe essere agevole, per tre rate arretrate potremmo già dover valutare un piano di rientro.

 

***

 

Oggi l'addetto bancario che si occupa di aziende è, se vuole, un vero e proprio consulente aziendale. L'imprenditore deve capire che può avere accesso al credito solo se rappresenta pienamente la situazione aziendale e accetta consigli circa la migliore forma tecnica di finanziamento, che spesso non è lo scoperto di conto corrente.

 

Il gestore non deve mai perdere di vista che l'equilibrio economico può anche non essere rispettato, l'equilibrio finanziario (pareggio entrate/uscite) deve invece essere sempre rispettato.

 

 


 

 

 
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